Vai al contenuto

Palazzo Ex Gesuitico

Il Palazzo ex Gesuitico è uno dei luoghi più importanti per comprendere la storia di Orta Nova. La sua vicenda è strettamente legata alla nascita e allo sviluppo dell’attuale centro abitato.

L’area di Orta, già conosciuta in epoca medievale, aveva avuto una particolare importanza anche in età federiciana. Secondo la documentazione del Ministero della Cultura, nel territorio esisteva un palazzo fatto costruire in epoca federiciana, anche se la sua esatta ubicazione non è oggi identificabile. Alcuni elementi architettonici provenienti da quella struttura erano ancora visibili in passato presso il palazzo dei Gesuiti. 

L’arrivo dei Gesuiti

Il 2 novembre 1611 il feudo di Orta fu acquistato dai Gesuiti, che avviarono una profonda trasformazione del complesso esistente. Nel 1615 è documentata una spesa di 800 ducati destinata alla realizzazione di una taverna e di una masseria. 

Negli anni successivi i Gesuiti ampliarono progressivamente il complesso. Nel 1645 furono investiti altri 1.500 ducati per l’ampliamento del palazzo e per la costruzione della chiesa di Santa Maria delle Grazie, edificata nel XVII secolo. 

I lavori proseguirono per decenni e nel 1731 il complesso raggiunse la configurazione ad “L” che, secondo le fonti locali e storico-urbanistiche, caratterizza ancora oggi l’edificio. 

Il cuore dell’antica Orta

Il Palazzo non era semplicemente una residenza religiosa. Intorno al complesso dei Gesuiti si sviluppò progressivamente il primo nucleo abitato di Orta.

Tra il Seicento e il Settecento l’insediamento era infatti concentrato proprio attorno al palazzo, alla chiesa, agli edifici di servizio e al pozzo, mentre le abitazioni dei coloni si disponevano nelle immediate vicinanze. Il Ministero della Cultura individua questo nucleo come uno degli elementi fondamentali della formazione del centro storico di Orta Nova. 

In questo senso, il Palazzo ex Gesuitico può essere considerato uno dei luoghi da cui prende forma l’Orta Nova moderna.

Dal patrimonio dei Gesuiti ai Reali Siti

La presenza dei Gesuiti terminò nel 1767, quando l’ordine fu espulso dai territori del Regno. Il grande feudo di Orta tornò quindi alla Corona. 

Le molte vite del Palazzo

Nel corso dei secoli l’edificio ha avuto diverse funzioni. Dopo la soppressione dell’ordine gesuitico, fu utilizzato come sede del prosegretario della Regia Dogana delle Pecore, quindi come sede dell’Amministrazione comunale, caserma dei Carabinieri, scuola e Pretura. 

Pochi anni dopo, nel 1773-1774, Ferdinando IV di Borbone avviò il progetto dei Cinque Reali Siti: Orta, Ordona, Carapelle, Stornarella e Stornara. Il territorio venne suddiviso e assegnato a famiglie di coloni, dando impulso alla crescita dell’abitato e alla trasformazione agricola del territorio. 

Purgatorio

Chiesa del purgatorio

La Chiesa del Purgatorio è uno dei luoghi di culto storici di Orta Nova e rappresenta una testimonianza importante della storia religiosa e sociale della comunità.

La sua origine risale alla fine del Settecento, in una fase particolarmente significativa per la formazione e la crescita dell’abitato di Orta Nova. La chiesa è infatti legata alla storia della comunità locale e alle forme di devozione rivolte alle Anime del Purgatorio. La diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano la ricorda come uno storico luogo di culto della città e segnala che l’edificio è stato successivamente restaurato e restituito alla cittadinanza. 

Un luogo legato alla storia della comunità

La chiesa non va considerata soltanto come un edificio religioso. Nel corso del tempo ha rappresentato anche un importante luogo di aggregazione della comunità ortese, mantenendo un legame con la vita sociale e religiosa della città.

La sua presenza nel tessuto urbano permette inoltre di leggere l’evoluzione di Orta Nova e del suo centro storico, insieme agli altri edifici storici che caratterizzano la città. La scheda dedicata alla chiesa nelle guide territoriali la inserisce infatti tra le architetture religiose significative del centro urbano. 

Il recupero

Dopo un periodo di difficoltà e di chiusura, l’antica chiesa è stata interessata da interventi di restauro, tornando a essere fruibile dalla comunità. La sua restituzione alla cittadinanza ha contribuito a recuperare un pezzo significativo della memoria storica e religiosa di Orta Nova.